Con l’entrata in vigore del collegamento obbligatorio POS-RT, l’Agenzia delle Entrate effettua incroci automatici tra i flussi dei pagamenti tracciabili e i dati XML inviati dalle casse.
Errore di collegamento obbligatorio POS-RT: le conseguenze non devono essere sottovalutate
La Legge di Bilancio 2025, al comma 75, lettera a), ha espressamente modificato l’art. 11, comma 2-quinquies, D.Lgs. n. 471/1997. La norma estende l’applicazione della sanzione ivi prevista anche ai casi di “violazione degli obblighi di memorizzazione o trasmissione dei pagamenti elettronici”.
L’errata indicazione del mezzo di pagamento non configura un’evasione di imposta, poiché il corrispettivo è stato comunque memorizzato e l’IVA regolarmente liquidata. Si tratta, invece, di una trasmissione con “dati incompleti o non veritieri” che non incide sulla liquidazione del tributo.
La sanzione applicabile è quella fissa di 100 euro per ciascuna trasmissione, con il solo limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre.
La sanzione potrà essere eventualmente ridotta ricorrendo al ravvedimento operoso, ma senza possibilità di applicazione del cumulo giuridico. Infatti, l’art. 11, comma 2-quinquies, D.Lgs. n. 471/1997 stabilisce espressamente che “non si applica l’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472”.
Come operare per evitare sanzioni nella comunicazione dei dati POS-RT
Per evitare la sanzione formale fissa di 100 euro per “trasmissione errata”, è necessario rispettare precisi vincoli temporali.
Prima della chiusura giornaliera
Se si rileva l’errore durante il turno di lavoro, bisogna eseguire l’annullamento tramite Registratore Telematico. Il sistema genera un documento di storno totale che neutralizza l’invio del dato errato prima che il file XML giornaliero venga sigillato e trasmesso.
Entro i termini di trasmissione (12 giorni)
Se la chiusura di cassa è già stata effettuata, l’errore si riflette sul file XML inviato. L’annullamento del documento e l’emissione di quello correttivo devono avvenire entro il termine standard di trasmissione dei corrispettivi (12 giorni dalla data dell’operazione). Così facendo, la correzione risulti tempestiva in pendenza dei termini ordinari.
Buone prassi per evitare e correggere errori di trasmissione POS-RT
In conclusione, il nuovo quadro si presenta estremamente insidioso: una banale disattenzione ripetuta nell’imputazione della modalità di incasso, pur non generando evasione d’imposta, farà emergere quotidianamente l’errore di trasmissione. Con l’applicazione della sanzione fissa e l’impossibilità di avvalersi del cumulo giuridico, una mera irregolarità formale rischia quindi di tradursi rapidamente in un carico sanzionatorio di rilevante entità.
Se l’annullamento non avviene in tempo reale alla cassa e si rende necessaria una correzione tardiva per disinnescare la sanzione automatica l’esercente deve conservare la prova della buona fede e della correttezza sostanziale dell’imposta:
- tracciabilità della transazione: la ricevuta fisica del POS (o l’estratto conto bancario) deve coincidere perfettamente per data, ora e importo con lo scontrino errato battuto come “contanti”;
- registro degli errori: è consigliabile annotare l’accaduto sul registro di emergenza o conservare pinzati insieme lo scontrino errato, la ricevuta POS e lo scontrino di annullo/riemissione.
In sede di eventuale controllo o di ricezione di una lettera di compliance per disallineamento dei flussi, questa documentazione dimostra l’assenza di danno erariale (l’IVA è stata regolarmente liquidata) e la natura meramente formale ed errata dell’indicazione originaria.
Per approfondire gli obblighi di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi, consulta anche il nostro articolo dedicato ai collegamenti POS-RT.




