Privati e famiglia

La gestione del patrimonio familiare costituisce un ambito di primaria importanza, nel quale si intrecciano profili giuridici, fiscali ed economici. Essa non si riduce a un insieme di adempimenti tecnici, bensì rappresenta un processo complesso che richiede esperienza e fiducia.

Lo Studio si propone quale interlocutore qualificato, in grado di offrire un servizio di consulenza completo e personalizzato, mirato a proteggere e valorizzare i beni.

Ci occupiamo di:

  • passaggio generazionale mortis causa e dichiarazioni di successione;
  • pianificazione del passaggio generazionale in vita;
  • ricostruzione successoria e pratiche di volturazione;
  • gestione del patrimonio immobiliare e relativa conduzione;
  • valutazione di partecipazioni e investimenti finanziari.

Passaggio generazionale mortis causa e dichiarazioni di successione

Il trasferimento del patrimonio mortis causa è un momento delicato. Tale passaggio è disciplinato dal diritto successorio, che distingue tra successione testamentaria e successione legittima.

Nella successione testamentaria, il de cuius dispone liberamente dei propri beni entro i limiti delle quote di legittima riservate ai legittimari; nella successione legittima, in assenza di testamento, la devoluzione avviene secondo le norme previste dal Codice Civile. In entrambi i casi, questa è accompagnata frequentemente dalla dichiarazione di successione, atto fiscale necessario per la regolarizzazione dei trasferimenti e per la liquidazione delle relative imposte. La dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi, dai chiamati all’eredità, dai legatari entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide, generalmente, con la data del decesso.

Il nostro ruolo consiste nell’assistere il cliente nella predisposizione della dichiarazione di successione, nell’elaborazione di strategie di pianificazione fiscale finalizzate a contenere l’impatto impositivo e nella gestione delle relazioni tra gli eredi, con l’obiettivo di preservare e valorizzare la continuità del patrimonio familiare.

Pianificazione del passaggio generazionale in vita

Il trasferimento del patrimonio tra generazioni non coincide necessariamente con il momento dell’ apertura della successione. Al contrario, una parte importante del processo può e dovrebbe essere pianificata in vita, quando il disponente può ancora scegliere consapevolmente modalità, tempi e strumenti per assicurare la continuità dei propri beni e delle attività.

La pianificazione successoria “ante mortem consente di prevenire conflitti tra eredi, ridurre l’impatto fiscale e garantire una gestione ordinata del patrimonio. Essa richiede competenze trasversali — civilistiche, fiscali e finanziarie — e una visione complessiva degli obiettivi familiari e imprenditoriali.

In ambito civilistico, il nostro ordinamento vieta, in linea generale, i patti successori (art. 458 c.c.), ma consente una serie di strumenti inter vivos attraverso i quali il soggetto può trasferire o organizzare il proprio patrimonio prima della morte nel rispetto delle quote di legittima.

Il corretto impiego di tali strumenti richiede dunque un’attenta analisi giuridica e fiscale, finalizzata ad evitare future liti ereditarie e a ottimizzare il carico impositivo secondo le previsioni del Testo Unico delle Successioni e Donazioni (D.Lgs. 346/1990).

Tra gli istituti più rilevanti figura la donazione, contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione. Pur essendo uno strumento flessibile, la donazione deve essere gestita con cautela, poiché resta soggetta a eventuale riduzione in caso di lesione delle quote di legittima e all’obbligo di collazione da parte dei discendenti e del coniuge.

Sotto il profilo fiscale, il trasferimento è soggetto all’imposta sulle donazioni e alle imposte ipotecaria e catastale, ma può beneficiare di franchigie e agevolazioni.

Un istituto di particolare interesse è il patto di famiglia. Disciplinato dagli artt. 768-bis e seguenti del Codice Civile, è un contratto che permette ad un imprenditore di trasferire la propria azienda o quote societarie a uno o più discendenti, anticipando la successione e riducendo i futuri contenziosi ereditari. 

Ricostruzione successoria e pratiche di volturazione

La ricostruzione successoria rappresenta un passaggio fondamentale nella gestione delle successioni, poiché consente di individuare e ricomporre l’asse ereditario, ossia l’insieme di beni, diritti e passività che appartenevano al de cuius.

Questa operazione non si limita a un semplice censimento dei beni, ma implica spesso l’esame di donazioni effettuate in vita e l’applicazione dell’istituto della collazione, finalizzata ad assicurare parità di trattamento tra i coeredi che appartengono al nucleo familiare più prossimo al defunto.

Una volta accertata la consistenza del patrimonio ereditario, occorre procedere con le volture catastali e le trascrizioni immobiliari. Con la domanda di voltura catastale si aggiornano le intestazioni catastali, consentendo all’Amministrazione finanziaria di adeguare le risultanze patrimoniali e di garantire la corretta imputazione dei diritti e degli obblighi connessi al bene.

Gestione e conduzione del patrimonio immobiliare

Il patrimonio immobiliare richiede un’amministrazione attenta e multidisciplinare. Lo Studio accompagna i clienti nella conduzione ordinaria e straordinaria dei beni immobili, fornendo consulenza su contratti di locazione, tassazione, operazioni di dismissione o riorganizzazione, anche in fase pre-successoria.

La fiscalità immobiliare riguarda i redditi derivanti da locazione, che possono essere tassati ordinariamente (i canoni percepiti confluiscono nella categoria dei redditi fondiari) o  in regime di cedolare secca, con una imposizione sostitutiva ad aliquote ridotte.

La disciplina fiscale prende in considerazione anche le plusvalenze immobiliari. La cessione di un immobile genera un reddito imponibile qualora avvenga entro cinque anni dall’acquisto, salvo che si tratti dell’abitazione principale. In tali casi, il contribuente può scegliere se assoggettare la plusvalenza a tassazione ordinaria IRPEF o se avvalersi dell’imposta sostitutiva del 26%, da richiedere direttamente al notaio al momento del rogito (art. 1, comma 496, L. 266/2005).

In questo modo, la corretta gestione fiscale del patrimonio immobiliare consente non solo di adempiere agli obblighi tributari, ma anche di pianificare strategie di tutela e valorizzazione, evitando contenziosi e ottimizzando l’impatto economico per la famiglia.

Valutazione di partecipazioni e investimenti finanziari

L’attività di valutazione delle partecipazioni societarie e degli investimenti finanziari costituisce un ambito di rilevante complessità tecnica, che richiede l’applicazione di metodologie rigorose e la conoscenza dei principi civilistici, contabili e finanziari. Tale processo non si esaurisce in un mero esercizio numerico, ma rappresenta uno strumento essenziale per la tutela e la gestione consapevole del patrimonio familiare.

La valutazione delle partecipazioni societarie può essere condotta attraverso diversi criteri, riconosciuti dalla dottrina economico-aziendale e dalla prassi professionale.

Con riguardo agli strumenti finanziari, la valutazione implica l’analisi delle caratteristiche intrinseche del titolo e della sua collocazione nel portafoglio complessivo, con particolare attenzione al rapporto rischio/rendimento e ai principi di diversificazione.

Il nostro Studio assiste il cliente fornendo analisi indipendenti e orientate a garantire trasparenza e rigore metodologico.

Studio Commercialista
Dott. Walter Fracchia - Milano

FAQ - domande e risposte su: Privati e Famiglia

Non necessariamente. In assenza di testamento si applica la successione legittima, che distribuisce i beni secondo le quote previste dal Codice Civile. Tuttavia, redigere un testamento ben strutturato permette di definire in anticipo la volontà del disponente, prevenendo conflitti e ottimizzando gli aspetti fiscali.

Il patto di famiglia permette di trasferire azienda o partecipazioni a discendenti senza applicazione dell’imposta sulle donazioni, a condizione che i beneficiari acquisiscano o mantengano il controllo (almeno il 51%) e conservino la partecipazione per 5 anni.

Sì, in alcuni casi. Se la donazione lede le quote di legittima spettanti agli altri eredi (coniuge, figli, ascendenti), essi possono esercitare l’azione di riduzione per riequilibrare l’eredità. Per questo è fondamentale verificare prima dell’atto il valore complessivo dei beni e la posizione dei legittimari.

Il primo passo è verificare la presenza di un testamento e ricostruire l’asse ereditario. Entro dodici mesi dal decesso va presentata, se obbligatorio, la dichiarazione di successione (e le contestuali volture catastali). Lo Studio può occuparsi di tutte le fasi operative e fiscali, garantendo precisione e serenità agli eredi.

Sì. È frequente la donazione con riserva di usufrutto, che consente al donante di mantenere il diritto di utilizzare il bene o di percepirne i frutti (ad esempio l’affitto di un immobile). In questo modo il beneficiario acquista la nuda proprietà, mentre il donante conserva il controllo e la rendita fino alla morte.

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