DURC: come ottenere la certificazione e prevenire le irregolarità

Come richiedere il DURC online

Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) è la certificazione telematica che verifica la regolarità di imprese e lavoratori autonomi nei pagamenti verso INPS, INAIL e Casse Edili (quando applicabili).
Rilasciato online in tempo reale – se positivo – è prerequisito per appalti, bonus e incentivi: il documento, in un semplice formato PDF riporta, oltre ai dati identificativi del soggetto verificato, la dichiarazione di regolarità, il numero identificativo della richiesta e le date di effettuazione della verifica e di scadenza.

Attenzione ad un aspetto da non sottovalutare: il DURC non certifica invece la regolarità fiscale e tributaria complessiva dell’impresa.

Cos’è il DURC e a cosa serve

Necessario per ricevere agevolazioni contributive e richiedere la patente a punti per l’edilizia, il possesso del DURC risulta ormai un requisito chiave per molteplici obiettivi, tra cui si segnalano:

  • appalti pubblici o privati (con titoli abilitativi come permesso di costruire);
  • iscrizione ad albi fornitori o attestazione SOA;
  • concessioni e gestioni pubbliche.

La regolarità contributiva deve essere distinta dalle verifiche sulle inadempienze fiscali effettuate dalle pubbliche amministrazioni prima di corrispondere determinati pagamenti.

Dal 15 giugno 2026, in base all’art. 48-bis, comma 1-ter, del D.P.R. 602/1973, nella formulazione risultante dalle modifiche introdotte dal D.L. 38/2026, convertito dalla L. 88/2026, le pubbliche amministrazioni effettuano verifiche telematiche sui compensi dovuti ai professionisti, indipendentemente dall’importo del pagamento.

Qualora risultino debiti da cartelle notificate per un ammontare complessivo almeno pari a 5.000 euro, si applica il particolare meccanismo previsto dalla disposizione. Si tratta tuttavia di una verifica delle inadempienze fiscali presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, distinta dalla verifica di regolarità contributiva attestata dal DURC.

Come richiedere il DURC online

La richiesta di regolarità contributiva può essere alternativamente elaborata sui portali online di INPS o INAIL. L’accesso da parte del titolare di p. IVA o dell’amministratore dell’impresa avviene mediante SPID, CIE o CNS.

L’esito della richiesta può essere:

  • Regolare: viene prodotto dal sistema un PDF contenente il DURC con validità di 120 giorni dalla data della verifica. Il rinnovo dello stesso può essere richiesto il primo giorno lavorativo successivo alla scadenza.
  • In verifica: in caso di anomalie nei versamenti, Inps, Inail o Cassa Edile provvedono all’invio di una comunicazione a mezzo PEC, con cui richiedono chiarimenti in merito alle discrasie riscontrate. Il contribuente di conseguenza ha 15 giorni di tempo per intervenire sulle anomalie riscontrate, provvedendo a seconda dei casi al pagamento delle somme dovute, alla sistemazione delle denunce contributive, oppure alla dimostrazione dell’insussistenza delle inadempienze riscontrate.

Durante tutta la sua durata, il DURC non ha scadenze nell’utilizzo: non occorre pertanto richiedere una nuova certificazione ogni volta che un committente o una pubblica amministrazione ne richieda la disponibilità. La procedura telematica, infatti, permette di recuperare il documento in corso di validità.

Il rinnovo del DURC non è automatico: per la sua regolarità deve essere richiesto successivamente ad ogni scadenza.

È possibile ottenere un DURC regolare con debiti contributivi rateizzati?

La presenza di debiti previdenziali o assicurativi non determina necessariamente l’impossibilità di ottenere un DURC regolare. La normativa prevede infatti alcune situazioni nelle quali la regolarità contributiva può essere riconosciuta anche in presenza di esposizioni debitorie, tra cui la rateazione concessa dagli enti competenti, purché siano rispettate le condizioni previste e il piano di pagamento.

Dal maggio 2026 è inoltre operativa una nuova disciplina INPS delle rateazioni amministrative, che consente, a determinate condizioni, dilazioni fino a 36 rate mensili per debiti fino a 500.000 euro e fino a 60 rate per esposizioni superiori. È quindi opportuno verificare, prima di procedere al pagamento integrale di un debito, se sussistano i presupposti per accedere a una soluzione rateale che permetta anche di ripristinare la regolarità contributiva.

La semplice presentazione della domanda di rateazione, tuttavia, non equivale all’ottenimento di un DURC regolare.

Come verificare la regolarità prima della richiesta

Prima di una nuova richiesta di DURC, il contribuente ha la possibilità di verificare preventivamente la propria posizione contributiva, utilizzando i diversi sistemi messi a disposizione sui portali di INPS e INAIL e  Agenzia delle Entrate.

Gli strumenti INPS per la verifica preventiva sono:

  • VeRA (Verifica Regolarità) e Simulazione DURC: verifica l’estratto debitorio completo e simula l’esito automatico del DURC, evidenziando eventuali crediti contributivi aperti o sospesi. Mediante lo strumento VeRa è altresì possibile accedere alla funzionalità “pre-DURC” che permette agli intermediari abilitati, in possesso di delega Master, di essere avvisati dall’ente in merito ad eventuali inadempienze in corso;
  • Cassetto Previdenziale (artigiani/commercianti): accedi a “Estratto Conto Debitorio” per visualizzare contributi dovuti, rate scadute e avvisi bonari.
  • Visualizzazione Indebiti (MyINPS): permette di approfondire la propria posizione indebita e attivare piani per il recupero delle somme spettanti;

Gli strumenti INAIL per la verifica preventiva, invece, sono:

Nel Portale INAIL (sezione “Servizi per Imprese” o “Autoliquidazione”) è  possibile consultare gli importi dovuti, le rate scadute o in corso, gli avvisi bonari, le cartelle notificate e più in generale tutte le comunicazioni inviate dall’Istituto.

Durc e Durc di congruità: quali differenze

Nel settore edile occorre distinguere il DURC ordinario dal cosiddetto DURC di congruità. Il primo certifica la regolarità contributiva complessiva dell’impresa nei confronti degli enti previdenziali e assicurativi. Il secondo, introdotto dal D.M. 143/2021, verifica invece la congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nello specifico intervento edile, rispetto al valore dei lavori realizzati. La verifica della congruità riguarda i lavori pubblici e i lavori privati di importo complessivo pari o superiore a 70.000 euro.

L’attestazione viene rilasciata dalla Cassa Edile o Edilcassa territorialmente competente. L’eventuale mancata regolarizzazione di una situazione di non congruità può inoltre incidere sulle successive verifiche di regolarità contributiva dell’impresa affidataria, compromettendo il rilascio del DURC ordinario.

Le due certificazioni, pertanto, non sono intercambiabili.

Prevenire le irregolarità è meglio che intervenire dopo

Una verifica periodica della propria posizione contributiva consente alle imprese e ai professionisti di individuare tempestivamente eventuali anomalie, evitando che un DURC irregolare possa compromettere appalti, agevolazioni contributive e rapporti con la Pubblica Amministrazione. Il supporto di un professionista qualificato assume particolare importanza non soltanto nella fase di regolarizzazione, ma soprattutto nella gestione preventiva delle posizioni INPS, INAIL e, quando previsto, Cassa Edile.

Lo Studio Fracchia affianca imprese e professionisti nella verifica della regolarità contributiva, nell’analisi delle situazioni debitorie e nell’individuazione delle possibili soluzioni per il ripristino della regolarità.

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